Amo l’amore
Biennio:
“O figlia mia diletta, Penèlope, sorgi dal
sonno,
vedi con gli occhi tuoi ciò che tu notte e
giorno bramavi!
Tornato è Ulisse, è giunto, sebben dopo tanto,
al suo tetto,
ha morte inflitto ai Proci, flagello di questa
dimora,
che divoravano i beni, facevano sopruso a tuo
figlio.”
Rispondi a queste
domande con una tua riflessione:
1)
Chi l’ha scritto?
2)
In un sogno, come nella vita, in un rapporto
capita di essere l’Ulisse o la Penelope della situazione, secondo te quale
effetto ha avuto su di loro la lontananza?
3)
Il mare è uguale per tutti, ma ogni volta che
entriamo ne usciamo diversi. L’Odissea parla di perdita e abbandono; quindi per
essere amati per sempre non bisogna tornare?
Triennio:
καὶ γελαίσας ἰμέροεν, τό μ᾽ ἦ μὰν
καρδίαν ἐν στήθεσιν ἐπτόαισεν,
ὠς γὰρ ἔς σ᾽ ἴδω βρόχε᾽ ὤς με φώνη-
σ᾽ οὐδ᾽ ἒν ἔτ᾽ εἴκει,
ἀλλὰ κὰδ μὲν γλῶσσα ἔαγε, λέπτον
δ᾽ αὔτικα χρῷ πῦρ ὐπαδεδρόμακεν,
ὀππάτεσσι δ᾽ οὐδὲν ὄρημμ᾽, ἐπιβρό-
μεισι δ᾽ ἄκουαι,
Traduzione: “Subito a
me il cuore si agita nel petto solo che appena ti veda, e la voce si perde
sulla lingua inerte. Un fuoco sottile affiora rapido alla pelle, e ho buglio
negli occhi e il rombo del sangue alle orecchie.”
1) Chi è l’autore? Da quali altri autori viene
ripreso questo testo?
2) La follia si svela al massimo grado, mostrando i
sintomi del mal d’amore, ripresi e rielaborati, per molti secoli a venire dai
poeti romantici. Analizza il binomio amore- follia all’interno della
letteratura italiana, latina o greca.
3) All’interno della poesia sorge un contrasto, da
una parte abbiamo il ‘suono’ in quanto evoca le noti celesti di chi parla, ha
una funzione quasi salvifica, oppure rende beato chi l’ascolta; dall’altra
abbiamo l’incomunicabilità dell’amore, un altro tema molto ricorrente. Riesci a
trovare più collegamenti all’interno del percorso scolastico e non?
Mandare le
risposte all’indirizzo: a.russo@istitutobalbo.edu.it
Tempo fino
a sabato 5 dicembre alle ore 8.00
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