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La cattiveria fa parte della natura dell’uomo?

  1 651, Thomas Hobbes pubblica il “Leviatano” (The Matter, Forme and Power of a Commonwealth Ecclesiastical and Civil). In questo libro Hobbes descrive la sua teoria dello Stato – paragonato al biblico Leviatano - basato sulla sicurezza e sulla paura. La parte più rilevante è quella in cui l’autore descrive lo stato di natura, cioè quel momento nella storia dell’uomo precedente alla nascita della società. La considerazione a riguardo è fortemente pessimistica: gli uomini sono “lupi per gli altri uomini” (homo homini lupus), si uccidono l’un l’altro, sono animali randagi lasciati allo sbaraglio. Perciò, con la creazione del contratto sociale, gli uomini cedono i loro diritti a un sovrano che può controllarli per garantire loro sicurezza. Il pensiero hobbesiano risponde chiaramente alla domanda posta a titolo della mia riflessione, individuando nell’uomo una natura barbara e egoista. Gli esseri umani, senza una figura che li controlli, sono bestie disumane. Una visione similmente d...

La ricerca dell’anticonformismo nel conformismo

La scelta del titolo non è casuale. La società in cui viviamo è un ossimoro come quello sopracitato. Ognuno cerca di distinguersi, a partire da noi adolescenti fino ad arrivare agli adulti (per non dire anziani). C’è chi cerca di seguire la moda dei social sino a chi semplicemente cerca di capire come mostrare il pollo appena preparato, in modalità food porn. Oggi giorno si è conformisti non tanto seguendo le mode, ma nascondendosi dietro a schermi e tastiere, non per omologarsi, ma per scomparire.   Prima, però facciamo un passo indietro e rivolgiamoci allo psicologo per eccellenza dell’accettazione sociale: Alfred Adler. Adler ci insegna che l’uomo ha bisogno delle interazioni umane, di far parte di un gruppo e di essere accettato dalla società. L’uomo è un animale sociale, e come tale ha bisogno di contatto con altri esseri viventi. Questo bisogno di conferme sociali si ha fin dalla nascita, infatti Adler dimostrò come l’ambiente a cui siamo esposti fin dall’ infanzia influenzer...

I SOCIAL MEDIA NELL’ANTROPOLOGIA

È una posizione dominante quella che hanno preso i social media nella nostra vita. Man mano che l’uso della Rete si diffonde, le persone non si limitano ad utilizzarla per trovare o pubblicare informazioni ma, attraverso la tastiera e dietro lo schermo, imparano a conoscersi, comunicano tra di loro e condividono le proprie esperienze. Forse molti non sanno che esiste l’antropologia digitale che studia i comportamenti dell’uomo che vive nei territori digitali, e che usa strumenti tecnologici e connessi tra loro per comunicare con gli altri. È una materia meravigliosa perché offre a tutti noi la possibilità di comprendere e conoscere, sotto molteplici aspetti, il mondo che ci circonda e aiuta, a chi si occupa di marketing, a capire meglio i perché dietro ai comportamenti di relazione e di consumo. Ora parliamo di una ragazza di nome Maira. Maira ha 22 anni, vive in un villaggio di circa dieci capanne, nella foresta dell’Amazzonia e fa parte della tribù Indios. Gli etnograf...

Cosa bisogna fare per avere una mentalità aperta?

In questi ultimi anni ci sono stati dei cambiamenti drastici non solo nell'ambito economico ma anche soprattutto in quello sociale. Ciò è dato dal cambiamento che i giovani stanno attuando portando all’attenzione tematiche che prima non venivano prese in considerazione o venivano ignorate come parità dei sessi, rispetto dell’ identità sessuale di un individuo, interesse per le problematiche ambientali e per ogni tipo di minoranza , problemi legati all'economia e allo sfruttamento. Questi temi, nel corso degli anni, hanno avuto un impatto sulla società di oggi, di conseguenza c’è stato un cambiamento della gerarchia sociale. Molti hanno compreso e apprezzato questo cambiamento ritenendolo la normale evoluzione del tempo e della società, altri, coloro che erano legati ai principi di vecchio stampo, hanno avuto molta difficoltà ad adattarsi e accettare questi cambiamenti . È su questo punto che ci vogliamo focalizzare. Il cambiamento crescente che si è attuato in questi an...

L’ANSIA DA PRESTAZIONE SCOLASTICA

  Avete presente quando prima di una verifica o interrogazione iniziate a tremare o a mordervi le unghie? Ecco quello è un chiaro segnale di ansia da prestazione scolastica. Partiamo dicendo che l’Ansia da prestazione è uno stato di agitazione, di forte apprensione dovuto a timori, incertezza, attesa di qualcosa. L’ansia scolastica viene spesso collegata all’ansia da prestazione le cui cause principali sono: nei più piccoli abbiamo ansia da separazione dai genitori; paura di episodi di bullismo; timore dell'insegnante; paura dei brutti voti; paura di non essere in grado di superare la prova che ci viene data; paura di deludere i nostri genitori; paura anche del giudizio dei compagni. L’ansia scolastica provoca preoccupazione per le verifiche, ripetuta ricerca di approvazione dall’insegnante, difficoltà a parlare davanti alla classe e bassa autostima. Se soffri di ansia scolastica sei nel posto giusto perchè ora ti suggerirò tre modi per vincerla. Ma come? Quando inizia a ...

Andare dagli psicologi è sbagliato ?

Certo che no!  Ma prima di iniziare vediamo brevemente il significato della parola psicologia. La psicologia è la scienza umana che cerca di comprendere il comportamento degli uomini e, per questa ragione, lo psicologo è un esperto che utilizza metodologie e tecniche per risolvere alcuni problemi al paziente , problemi gravi quali disfunzioni affettive e relazionali, disagio, sintomi che possano preannunciare una psicopatologia consimile. Allo psicologo si è sempre abbinata l'idea del "curatore dei matti" o delle persone che venivano considerate "devianti" per il sistema sociale tradizionale. Con il passare degli anni si è sempre più prestato attenzione alla salute non solo fisica, ma anche mentale dei pazienti, comprendendo che le due dimensioni devono andare assieme. Diventa quindi importante per ogni uomo condividere il tragitto della vita finora vissuta, cercando di superare le debolezze con gli altri, in momenti di stallo o di qualsiasi difficoltà. È impor...

Revenge p**n: una piaga sui social

Ebbene sì! Sempre più frequentemente sui social, che quotidianamente utilizziamo, assistiamo alla denigrazione della nostra intimità. Sempre più spesso, delinquenti utilizzano e condividono nostre immagini personali per svariate ragioni: per denigrare la vittima sulla pubblica piazza, per estorcerle del denaro o per il semplice gusto di annientarla psicologicamente. E la cosa più sconvolgente è che questo fenomeno coinvolge anche minori, in spregio alla delicatezza dell'età e alla loro ingenuità. Molte volte le immagini vengono attinte senza che il soggetto fotografato sia consapevole di essere ripreso, altre volte la dipendenza da like di altri e dal numero di follower ci spinge, ingenuamente, a postare immagini, nella speranza che non fuoriescano dalla cerchia dei nostri "amici" telematici  L'azione è in ogni caso una vigliaccheria nei confronti del soggetto postato, che, purtroppo, soventemente è di sesso femminile. Vorrei ricordare che, dall'inizio del 2021 (c...