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I ritorni più attesi del momento: Harry Styles e Olivia Rodrigo

Ci sono ritorni musicali che passano quasi inosservati e altri che, ancora prima di uscire, riescono già a creare aspettativa ovunque. Quelli di Harry Styles e Olivia Rodrigo appartengono sicuramente alla seconda categoria. Negli ultimi mesi i social sono stati invasi da teorie, anticipazioni e frammenti di canzoni, segno di quanto i fan aspettassero nuovità da parte di due artisti che, ormai, rappresentano molto più di semplici popstar.

Harry Styles ha sorpreso tutti con “Kiss All the Time. Disco, Occasionally.”, un album che prende le distanze dalle atmosfere più tranquille e a tratti malinconiche di “Harry’s House” per avvicinarsi a sonorità dance ed elettroniche. Una scelta rischiosa, ma che alla fine si è rivelata travolgente e decisamente orecchiabile. L’impressione è quella di un Harry diverso, più libero, quasi sperimentale, ma ancora perfettamente riconoscibile. Questa nuova versione di Harry, magari influenzata dalla sua permanenza in Italia, è riuscita a stupire anche le persone inizialmente scettiche con un album completo.

Brani come Dance No More e Aperture sembrano costruiti proprio per creare un senso di unione tra le persone. Non sono semplici canzoni da ascoltare: sembrano pensate per essere vissute insieme, tra concerti, discoteche e coreografie improvvisate. Ed è forse questo l’aspetto più forte del nuovo progetto: trasformare la musica in qualcosa che unisce davvero i fan permettendogli di divertirsi con canzoni più leggere ma sempre ragionate.

Allo stesso tempo, però, Harry non perde quella capacità di affrontare temi più delicati che lo ha sempre distinto. In tracce come Coming Up Roses e Paint By Numbers torna infatti una scrittura più emotiva e vulnerabile, capace di parlare di fragilità, crescita personale e senso di smarrimento senza risultare mai pesante. Ed è proprio questo equilibrio tra energia ed emotività che rende l’album così interessante: le canzoni ritmate piacciono a tutti, ma solo quando ascolti quelle più armoniose capisci veramente ciò che c’è dietro ad una persona, i suoi lati più fragili e tutto quello che vuole comunicare ai fan quando li condivide.

Anche Olivia Rodrigo, con il singolo “Drop Dead”, ha dimostrato ancora una volta di non smentirsi mai. Il nuovo album “You seem pretty sad for a girl so in love” racconta una versione di lei sempre coerente ma più matura, cresciuta. Fin dai suoi primi successi è riuscita a costruire uno stile immediatamente riconoscibile, fatto di rabbia, sincerità e testi molto diretti. Anche stavolta non perde la sua identità, anzi, la fortifica e torna con una canzone che è già entrata nei cuori di milioni di fan.

Olivia, per ora, ci ha fornito solo un indizio su ciò che sarà effettivamente l’album: “Drop Dead”mantiene quell’intensità emotiva tipica della sua musica, ma con una crescita personale. Olivia riesce a trasformare emozioni molto personali in qualcosa in cui tantissime persone possono riconoscersi. È questo che la rende una delle artiste più apprezzate della sua generazione: non dà mai l’impressione di essere costruita o artificiale, ma sempre autentica, anche nei momenti più aggressivi o vulnerabili.

Un’artista come lei, che nei suoi lavori precedenti si era concentrata soprattutto sul periodo adolescenziale e i drammi che lo accompagnano, seguito dagli effetti della fama e persino la comparsa di un nuovo amore. Questa volta, infatti, Olivia sembra raccontare tutte le fasi della relazione, purtroppo terminata, con l’attore britannico Louis Partridge. Per il momento ne abbiamo visto soltanto l’inizio, ma il progetto lascia già intuire un percorso più profondo e consapevole rispetto al passato.

Il bello di artisti come Harry Styles e Olivia Rodrigo è che riescono a evolversi senza perdere il legame con chi li ascolta. Harry cambia stile e sorprende continuamente, Olivia resta fedele alla propria intensità emotiva, ma entrambi continuano a creare musica che non sembra distante dai fan. Ed è probabilmente per questo che ogni loro ritorno viene vissuto come un evento: perché il pubblico sa già che, dietro quelle canzoni, troverà qualcosa di più di una semplice melodia.

 

A. C.

2B Classico

 

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