Nel momento in cui siamo tenuti ad affrontare la questione “violenza su animali” (e questo spesso accade non per volontà di decostruire un meccanismo di oppressione, ma per compulsione, per rispondere a uno stimolo mediatico che ci provoca ribrezzo, e ci porta di conseguenza ad esternarci da queste dinamiche, attraverso una retorica di deumanizzazione nei confronti dell’aggressore e di pietà per l’aggredito), affrontiamo il tema come un “problema” isolato, senza renderci conto che il sistema di oppressione in cui viviamo non risparmia gli animali non umani – e questo nel migliore dei casi; alle volte ci si appella in modo immediato alla giustizia carceraria o corporea, diventando attivi perpetratori di questo sistema. Con il suo testo “Femminismo Animale”, pubblicato di recente sulla rivista online Ingenere , Elena Dell’Oste, giovane filosofa nata a Casale Monferrato, riporta alla luce e rielabora riflessioni antispeciste degli anni che vanno dai ’70 ai ’90...