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Micheal

  Il biopic “Michael” non rappresenta soltanto uno dei progetti cinematografici più ambiziosi dedicati a una leggenda della musica, ma anche l’occasione per tornare a riflettere sulla vita, sulle contraddizioni, sull’eredità senza tempo di Michael Jackson, un artista che continua a esercitare un’influenza immensa sulla cultura mondiale, ben oltre la sua scomparsa. Più che raccontare semplicemente il mito del cosiddetto “Re del Pop”, il film si presenta come un percorso emotivo dentro la storia di un uomo che ha cambiato per sempre la musica, lo spettacolo e perfino il linguaggio visivo della cultura contemporanea. Per comprendere davvero chi fosse Michael Jackson, però, bisogna tornare all’inizio, quando Michael Joseph Jackson era soltanto un bambino cresciuto in una famiglia numerosa a Gary, nell’Indiana, in un contesto economico difficile e lontano anni luce dall’universo musicale che il mondo avrebbe poi associato al suo nome. Nato il 29 agosto 1958, Michael cresce in una casa d...

L'ultima Missione: Project Hail Mary

Risvegliatosi dopo un coma farmacologico su un'astronave completamente solo, un uomo si ritrova sospeso tra il vuoto dello spazio e quello ancora più importante della propria memoria, un’assenza che lentamente si riempie di frammenti, immagini, intuizioni che tornano a galla, di una vita di cui non riesce a comprenderne l'esistenza. Un processo che non è lineare né rassicurante, perché ogni ricordo recuperato non porta solo chiarezza ma anche nuove domande, nuovi pesi, nuove responsabilità: “Come sono finito qui?”. Quell'uomo si chiama Ryland Grace ed è, o almeno era, un insegnante di scienze in una scuola media, una figura anonima, senza amici o famiglia, uno che nella società passa inosservato; ma prima ancora era stato un ricercatore universitario di biologia, un uomo brillante ma scomodo, di quelli che non si allineano al consenso dominante, con teorie considerate troppo fuori dagli schemi, e per questo isolato, fino a essere spinto fuori dal sistema accademico;  e prop...

IL DIRITTO DI ESSERE EROI: L’EMANCIPAZIONE OLTRE IL PREGIUDIZIO

  DJANGO Oltre Candyland: smontare il sistema della subordinazione  Django, uno schiavo afroamericano, viene “acquistato” dal Dottor Schultz mentre correva l’anno 1858.    Il Dottor Shultz è un tedesco di mezza età che svolge la professione di dentista. La sua vera identità non è quella di un uomo comune: il mantenimento effettivo di Shultz proviene dalla sua reale professione, il cacciatore di taglie.   Nel 1858 stava cercando tre criminali, che sapeva essere a contatto con le piantagioni di cotone, fulcro dello sfruttamento afroamericano. Si interessa a Django perché riteneva che potesse aiutarlo nella sua impresa.   Subito emerge la scaltrezza del tedesco e la sua ampia mentalità, infatti dopo aver “acquistato” Django lo rende un uomo libero e insieme a lui lo divengono anche gli altri schiavi trasportati con il protagonista. Shultz, siccome considerava Django un uomo libero, lo invitò da subito a salire a cavallo: questo gesto potrebbe sembrare ban...

DIETRO LA MACCHINA DA PRESA: CONFERENZA SUL CINEMA AL LICEO DELLA COMUNICAZIONE

  Il 2 marzo 2026, il Laboratorio di Comunicazione gestito dai Prof. Virga, Agosti e Patrucco (rispettivamente per le discipline di Filosofia, Scienze Umane e Lettere) ha invitato, presso il plesso Lanza, la Dott.ssa e Prof.ssa Francesca Olivieri, regista e sceneggiatrice per opere televisive e cinematografiche, attualmente anche docente di Laboratori Audiovisivi e Tecnologie dei Processi Produttivi presso L' IISS “Leardi”, coinvolgendo le classi dell'indirizzo della Comunicazione. L’esperta ha parlato della sua formazione in Discipline Semiotiche, delle sue esperienze come sceneggiatrice, aiuto regista e assistente casting in Italia e Francia, oltreché alla formazione presso la Scuola Holden di Torino come sceneggiatrice per serie televisive. Nel 2019, arriva il suo esordio alla regia con il film Arbëria , prodotto da Openfields Production. Arbëria è stato riconosciuto film d'essai dal Ministero dei Beni Culturali Italiano. L’opera ha contribuito a far conoscere la lingu...

FRAMMENTI DELL’IO – Dove finisce il personaggio e inizia l’uomo

Ci sono volti che mostriamo al mondo e verità che restano dietro le quinte. Il cinema gioca da sempre su questa frattura, trasformando l’identità in una maschera: qualcosa che protegge, inganna e seduce. Tra Mary Harron, Peter Weir e Stanley Kubrick emergono tre sguardi diversi ma complementari sul tema dell’identità come maschera, ma tutti mostrano che ciò che siamo non coincide davvero con ciò che mostriamo.  AMERICAN PSYCHO American Psycho (2000) è un film diretto da Mary Harron e tratto dall’omonimo romanzo di Bret Easton Ellis. Il protagonista, Patrick Bateman, è un giovane broker di successo nella New York degli anni ’80: elegante, ricco e curato in ogni dettaglio. All’apparenza incarna il modello dell’uomo vincente e sicuro di sé, simbolo del sogno americano. Dietro questa immagine perfetta però si cela una personalità vuota e frammentata.  La vita di Bateman è una performance continua. Ogni gesto è studiato: il modo in cui si veste, i ristoranti che sceglie, i bigliett...

WILL HUNTING – GENIO RIBELLE

Good Will Hunting  (1997), diretto da Gus Van Sant e scritto da Matt Damon e Ben Affleck, è un film che affronta tematiche complicate, racconta la storia di un ragazzo con un’infanzia traumatica e un’intelligenza straordinaria. Ambientato a Boston, il film unisce un racconto di formazione personale e una profonda riflessione psicologica, mostrando come il vero ostacolo non sia la mancanza di capacità ma la paura di affrontare momenti difficili del passato. Will Hunting è un ragazzo che viene da un’ambiente povero e che ha problemi con la legge, trova lavoro sotto libertà vigilata come bidello al MIT. Conduce una vita disordinata, alterna amicizie di quartiere e comportamenti autodistruttivi, dietro a questa facciata però si nasconde un genio della matematica capace di risolvere problemi complessi creati da professori universitari per testare il livello degli studenti. Quando il suo talento viene scoperto, Will si ritrova improvvisamente al centro dell’attenzione del professor Lambe...

Un inquietante presente: Her (2013)

  Uscito più di dieci anni fa, è quasi inquietante quanto la predizione di Her sia accurata nel delineare la nostra condizione attuale, segnata da solitudine e meccanismi di distrazione. La storia è quella di uno scrittore che a seguito del suo divorzio si rifugia tra le braccia virtuali della sua assistente operativa, con la quale instaura una relazione. Inizialmente esitante nei suoi confronti, il nostro protagonista Theodore si abbandona sempre più a questo conveniente segnaposto, il quale è programmato per soddisfare ogni suo bisogno…fino a quando non arriva alla triste realizzazione che lui non è l'unico a fare ricorso al conforto che l’onnipresente Samantha può provvedere. La solitudine di Theodore è magnificamente rappresentata nella cinematografia, che sia tramite inquadrature, i luoghi che lo circondano, o la musica che lo accompagna in sottofondo; ma, ancor meglio, anche nella storia in sé: quasi tutti attorno a lui sono a loro volta complici della realtà in cui vivon...

Bugonia – l’illusione che dà senso al dolore

Bugonia è un film che esplora in profondità la condizione umana, soffermandosi in particolare sul bisogno psicologico di attribuire un significato alla sofferenza. L’opera mette in luce la tendenza dell’individuo a costruire narrazioni consolatorie pur di non riconoscere l’eventualità che il dolore sia casuale e privo di finalità. Attraverso i suoi personaggi e le scelte registiche, il film mostra come tale ricerca di senso sia spesso un’illusione funzionale alla sopravvivenza emotiva. Il personaggio di Teddy rappresenta emblematicamente questo meccanismo. Incapace di accettare che la malattia della madre possa essere stata causata semplicemente da cattiveria e indifferenza umana, egli elabora una spiegazione alternativa, attribuendo le responsabilità a una presenza aliena. Tale costruzione mentale gli consente di trasformare una vicenda personale dolorosa in un conflitto più ampio, quasi epico. In questo modo, la sua sofferenza appare giustificata e inserita in una narrazione eroica:...

Conclave (2024)

Alla luce dello sfortunato avvenimento che ha recentemente sconvolto il mondo intero, e in previsione della conseguente cerimonia che avrebbe preso luogo poco dopo, il plurinominato  Conclave , uscito l’anno scorso, vanta una straordinaria crescita del 238% in visibilità solo nell’ultima settimana. Ci siamo improvvisamente tutti convertiti al cattolicesimo? No: questo film, seppur reso leggermente fittizio per il grande schermo, è semplicemente così intrigante che è riuscito a diventare un evento culturale globale non solo grazie al suo buon tempismo, ma anche ad una produzione ed esecuzione generale strepitosa. Conclave  non funge solo da specchio di un evento di grande importanza nella sua generalità, ma anche da un essenziale rappresentazione del conflitto interno nelle persone coinvolte, oltre che un dibattito interessante sul ruolo della Chiesa e della fede nella società moderna. In breve, dopo la morte di un Papa riformista, il Collegio dei Cardinali si riunisce in concl...