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Arrivederci maestro!

Lunedì scorso ci ha lasciato il maestro Ennio Morricone, a causa di complicanze legate alla rottura del femore. Un bagno di folla si è accalcato davanti al campus universitario dove era ricoverato. L’avvocato Giorgio Assumma ha letto il necrologio che lo stesso Morricone aveva scritto, presagendo la sua dipartita. Si tratta di parole molto commosse e commoventi che sapevano dell'ultima disperata sinfonia, anche se il maestro scriveva nel testamento “di non voler disturbare". Di lunedì scorso, ho ricordi confusi in merito alla sua morte. Comincia una lunga maratona sulle reti del servizio pubblico che mi paralizzano di fronte allo schermo, quasi fosse l’ultima volta che possa vedere La trilogia del dollaro o Nuovo cinema Paradiso, solo per citare quelli che amo maggiormente. Poi i numerosi titoli dei giornali e dei telegiornali e, infine, il colpo di grazia: l'intervista concessa dal maestro a Fabio Fazio per il suo 90esimo compleanno. Il giornalista cerca di mettere in crisi il compositore chiedendo se la musica sia un fare o una sorta di ispirazione, ma la risposta non si fa attendere: “fare non è solo una parola, sono anche due note”. Di fronte a questa risposta, nascono la malinconia e la consapevolezza che se ne fosse andato veramente! Se ne va uomo d'antan, di altri tempi, che all’Oscar ha ringraziato la moglie Maria per averlo aiutato durante tutti questi anni di lavoro. Un uomo che correva alle 4 del mattino attorno al tavolo (lo rivelava lo stesso musicista) coprendo una distanza di qualche km, un uomo semplice che si commuove pubblicamente per l'emozione in occasione del concerto tenuto in Senato. Per questa ragione, il blablabalbo, senza diventare monotematico, in tutte le sue rubriche farà un piccolo riferimento al maestro, parlando dei più svariati argomenti… così, per tenerla ancora con noi, anche se sappiamo come non abbia mai voluto disturbare. Se Nino Manfredi disse in occasione della morte di Alberto Sordi: “Albe', lasciami un posto in Paradiso, così continuiamo a scherza', sennò m'annoio...", noi ci limitiamo a chiederle, di tanto in tanto, di farci sentire le sue sinfonie… anche in paradiso.

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