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VIAGGIO AL TERMINE DELLA NOTTE

 

Immagine tratta dal sito: https://pixabay.com/it/photos/strada-notte-trasporti-autostrada-839821/




Questo grande classico, inizialmente, non è una lettura semplice, ma diventa ad ogni pagina più scorrevole e sempre attuale in un mondo dove, purtroppo, la cattiveria dell'uomo è sempre presente e l'ironia pungente con la quale l'autore la affronta, ci accompagna in questo viaggio.

Il titolo stesso dice tantissimo di questo classico francese scritto da Louis-Ferdinand Céline, che ha rivoluzionato la letteratura del XX secolo. Racconta infatti di un viaggio in tutti i sensi, sia introspettivo che fisico, con uno sfondo cupo, notturno, che rappresenta cinicamente l'uomo e la sua natura malvagia, unita all'oscurità della guerra che l'autore aveva vissuto in prima persona. Il protagonista Ferdinand Bardamu può essere considerato l'alter ego dello scrittore, a causa dei numerosi rifermenti autobiografici riportati nel viaggio tortuoso del racconto.

Bardamu si scontra in primo luogo con la cattiveria con la quale vengono trattati gli indigeni, quando per conto di una società commerciale, verrà mandato in Africa. Dopo varie peripezie tornerà a Parigi e lì la storia si concentrerà sulla povertà nella quale sarà costretto a vivere, per il rifiuto morale di farsi pagare lavorando come medico. Questa sua natura dovrà scontrarsi con quella dei personaggi che accettano e compiono qualunque azione per vivere, ma la difficoltà di adattarsi a questo clim, verrà smorzata da un'immensa ironia, che crea degli accostamenti linguistici totalmente nuovi per il tempo.

Questo humour noir che connota le pagine del racconto non può che strappare un sorriso al lettore, che si immedesima negli emarginati e nei poveri, in un continuo cambio di toni, dal più alto e filosofeggiante, al più basso e gergale, in una continua critica che non esclude nemmeno se stesso, privando l'uomo di qualunque appiglio morale di cui si fa vanto e lasciandolo in una comica insignificanza. L'atmosfera nichilista, he descrive l'uomo nelle sue più peggiori sfaccettature, racchiude però paradossalmente attimi di umanità immensi, che illuminano fievolmente l'anima tormentata dell'uomo e dell'autore stesso.




G. C.

IV C Scu

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