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La psicologia nella "Divina Commedia"


Jurij Michajlovič Lotman, strutturalista, semiotico e storico della letteratura russa, scrisse che un testo, nel corso del tempo, più volte viene riletto e più sono i suoi livelli di interpretazione. 

La Commedia di Dante (chiamata divina da Boccaccio), è tra le opere dove questa caratteristica è maggiormente delineata. Nella Divina Commedia ci sono quasi tutti i generi letterari e approfondisce tematiche che spaziano dal filosofico all’ umoristico; non ci sorprende perciò ritrovare al suo interno anche elementi di psicologia.

L'Inferno è la cantica dove Dante si denuda, si misura da un punto di vista morale, denuncia pubblicamente le proprie debolezze come uomo ed espone tutte le sue colpe. Il poeta trasforma il suo senso di colpa per aver compiuto una determinata azione in un personaggio e, attraverso i suoi tratti psicologici, tenta di svelare la natura della colpa e della punizione, della redenzione e del perdono. Attraverso i meandri dell'Inferno, Dante fa emergere una profonda consapevolezza della relazione tra gli aspetti individuali, sociali e storici del comportamento umano. In questo articolo tenterò di mostrare solo uno di questi argomenti: la redenzione. Freud definisce il senso di colpa come l’elemento di relazione tra l’Io e il super-io. Il super io funge da giudice e censore dell'io, su cui esercita un ruolo di critica, auto osservazione e formazione degli ideali, operando a livello inconscio. Per maturare interiormente e superare il senso di colpa G.R Rogers, psicologo statunitense, ha introdotto il concetto di empatia e ne ha spiegato l’importanza: essa, permette la comprensione a livello “patico” e non “gnostico” della colpa; grazie a questo processo la persona riesce a prenderne consapevolezza in modo più immediato e poi iniziare un processo di riscatto personale.

Nell’Inferno, Dante (autore) fa vivere a Dante (personaggio), durante la sua peregrinazione, esperienza diretta della dannazione nei molteplici incontri e dialoghi con i dannati. Durante i racconti il poeta entra in contatto empatico con i personaggi e li comprende in maniera “patica” prima e in maniera “gnostica” poi, tramite Virgilio. Tutto ciò  è evidente nel canto V dove, con la celebre frase pronunciata da Francesca “Galeotto fu il libro e chi lo scrisse”, lei afferma che il libro, nel quale si narra l’amore tra Ginevra e Lancillotto, è stato “Galeotto”, ovvero la causa del bacio tra lei e Paolo. Dante pensa che letteratura romantica potrebbe aver indotto al peccato secondo la morale dell’epoca,  e quindi lui, che fu un poeta d’amore, potrebbe essere a sua volta causa di peccato. In conclusione, possiamo affermare che grazie alle profonde tematiche trattate da Dante, la sua opera rimane una preziosa fonte di ispirazione per la scienza della psicologia contemporanea.

O.B., 1B CLA.


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