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CAPITA

  Capita Capita di essere capiti, capita di essere ignorati. Capita di essere felici, capita di essere sfacciati. Capita di essere se stessi, capita di fingersi altri. Ma non dimenticare  che non devi annullarti.  Mai. S.L, IVA Ginnasio

Il caso della donna incapace di provare paura

La paura è un’emozione che ci accompagna fin da bambini ed in molti casi può rappresentare un vero e proprio salvavita. Infatti, nonostante sia spesso descritta come una catena da spezzare per vincere le continue e imprevedibili sfide di cui è piena la vita, essa ci consente anche di riconoscere il pericolo, e quindi di evitarlo in tempo. Se in natura il timore di incappare in qualche pericolo fatale fu fondamentale nella sopravvivenza dei nostri antenati, oggi ci ricorda di porre attenzione anche in azioni quotidiane, come attraversare la strada, per evitare incidenti. Tuttavia, esiste una donna statunitense, nota con le sue iniziali S.M, dalla caratteristica incredibile: è incapace di provare paura. Ebbene sì: sottoposta a vari esperimenti, i ricercatori non hanno riscontrato un briciolo di timore nelle reazioni della signora S.M. Trovatasi in un negozio di animali pieno zeppo di tarantole e serpenti, S.M ha iniziato ad accarezzare questi ultimi come fossero cuccioli inoffensivi; ved...

JANE AIR e la libertà

  Jane Eyre – Charlotte Brontë Jane Eyre di Charlotte Brontë è uno dei romanzi più intensi e significativi della letteratura inglese dell’Ottocento. È ambientato in un’epoca in cui le donne avevano pochissima indipendenza. Quando Brontë lo pubblicò nel 1847, lo fece sotto uno pseudonimo maschile: non era solo una precauzione, ma una necessità. Il mondo letterario di allora non era “pronto” ad ascoltare una donna che parlava di libertà, desiderio e dignità. Eppure, attraverso la voce di Jane, l’autrice riuscì a farlo con sorprendente modernità. Il romanzo racconta la storia di una giovane orfana che cresce tra solitudine, ingiustizia e dolore, ma che grazie alla propria forza morale e determinazione riesce a costruire la propria identità. La sua infanzia è segnata dall’emarginazione e dal rifiuto: cresciuta nella casa della zia Reed, viene trattata come un peso e privata dell’affetto familiare. Anche nella severa scuola di Lowood sperimenta la durezza e la disciplina, ma trova nella...

Il ritorno delle ali:Victoria’s secret riscrive la magia della passerella

Dopo anni di silenzio il Victoria’s Secret Fashion Show torna a far parlare di sé. E lo fa con un nuovo spirito. Lo Show è sempre stato qualcosa di più di una semplice sfilata di lingerie. È stato, per anni, un palcoscenico di sogni, glamour e sensualità “codificata” secondo gli standard di un’epoca: corpi scolpiti, sorrisi perfetti, ali scintillanti, luci abbaglianti. Il 15 ottobre 2025 a New York è andato in scena lo spettacolo più atteso nel mondo della moda. Anche se non sembra, la prima sfilata di Victoria’s Secret risale al 1995. Con il tempo ha trovato il suo spazio e oggi è diventata uno degli eventi più seguiti a livello internazionale. Non è una semplice passerella: lo spettacolo è infatti accompagnato da artisti di fama mondiale come Rihanna, The Weekend, Justin Bieber e molti altri. È conosciuto come “ lo show degli Angeli”, per le modelle dalla bellezza quasi soprannaturale,che per anni hanno rappresentato i rigidi canoni estetici del brand. Negli ultimi anni ,però, Vi...

Kid A Mnesia

Nel 5 Novembre di ormai quattro anni fa, i Radiohead hanno pubblicato Kid A Mnesia, una raccolta che unisce “Kid A” e “Amnesiac”, i due dischi che vent’anni prima avevano diviso il pubblico, la critica e probabilmente anche la band. Dentro ci sono anche degli inediti, frammenti, idee abbandonate: il genere di materiale che per molti gruppi diventa un “bonus disc”, ma che con i Radiohead suona come parte integrante del loro linguaggio. Con Kid A (2000) i Radiohead scelsero di cambiare la propria direzione di colpo. Dopo OK Computer, erano diventati la voce di una generazione ansiosa e disillusa, ma non era questo il loro scopo. Così si chiusero in studio, spensero gli amplificatori e fecero un disco che sembrava progettato per respingere chiunque si fosse affezionato a loro. Niente ritornelli, testi spezzati, elettronica fredda, voci filtrate. Una specie di album anti-Radiohead, scritto dai Radiohead. L’anno dopo arrivò Amnesiac, registrato nelle stesse sessioni ma con un tono diverso: ...

Can we live 48 hours without our phones? I’ll tell you about my experience!

  Be honest: when was the last time you went 10 minutes without checking your phone? No notifications, no scrolling, no phantom vibrations in your pocket? Exactly. We live in an age where our smartphones are basically our third hands. They wake us up in the morning, show us what to wear (thanks to weather app), feed us news, distract us when we’re bored, and connect us to everyone—literally—24/7. But here’s the question: what happens when we disconnect? Can we actually survive 48 hours without our phones? I tried and it wasn’t easy.  Day 1: The Void The first few hours were weirdly intense. I kept reaching for a phone that wasn’t there. Every silent moment felt uncomfortable. No “just-checking-something” while waiting in line. It’s like I had forgotten how to simply be. My brain kept whispering, What if someone needs you? What if something important happens? But spoiler again: nothing happened. The world didn’t burn. My friends didn’t forget I existed. Life moved on—and so did...

L’homme au Masque de Fer: un voyage entre l’histoire et la légende.

  Parmi les nombreux mystères de l’histoire de France, celui de l’Homme au masque de fer reste l’un des plus intrigants: il a fasciné historiens, écrivains et cinéastes depuis plus de trois siècles. Qui était donc ce prisonnier, dont le visage était dissimulé derrière un masque, et pourquoi tant de mystère autour de son identité? L’histoire se déroule sous le règne de Louis XIV, le Roi Soleil; entre 1669 et 1703 un prisonnier mystérieux a été incarcéré dans plusieurs prisons du royaume, à savoir Pignerol, Exilles, Sainte-Marguerite et enfin la Bastille. Il est toujours resté sous haute surveillance, gardé par le même geôlier fidèle, Bénigne Dauvergne de Saint-Mars. Ce prisonnier est devenu connu sous plusieurs noms, mais son vrai nom n'a jamais été découvert. Voltaire, lui-même emprisonné à la Bastille, a beaucoup contribué à la célébrité de l’affaire en évoquant dans ses écrits: " Ce prisonnier était connu seulement par le nom de la Troisième, parce qu'il occupait la tro...