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Portare la disabilità visiva a scuola: i focus al Lanza, la mia esperienza


Cari lettori e lettrici, ben tornati!

Questa volta voglio raccontarvi l’esperienza che ho avuto il piacere di svolgere a scuola nel mese di febbraio. Come molti di voi sapranno, ogni anno nella nostra scuola viene organizzata la giornata dei Focus, un momento importante ma, soprattutto speciale. Una giornata di condivisione, in cui esperti e studenti hanno l’occasione di incontrarsi per condividere esperienze, conoscenze e nuove prospettive. Le tematiche sono state tante e varie, dalla vita sociale, psicologica, didattica, educativa, lavorativa, alla filosofia e storia. La partecipazione ai Focus costituisce un momento di riflessione e di confronto educativo, didattico e relazionale.

Quest’anno ho avuto l'opportunità di non essere più spettatrice, ma diventare protagonista, focalizzando l’attenzione degli studenti su un tema che mi riguarda: la disabilità visiva.
Nella giornata di lunedì 9 febbraio, grazie ai rappresentanti di Istituto, ho tenuto il focus: sia al mattino con le classi del biennio, sia al pomeriggio con quelle del triennio. Due gruppi diversi con due energie diverse, ma con la stessa curiosità: scoprire cosa si cela dietro al mondo della disabilità visiva.

Durante il focus ho affrontato vari temi: cosa significa vivere una disabilità visiva ogni giorno, ho spiegato le diverse tipologie di disabilità visiva tra cui ipovisione, cecità e le caratteristiche e sfumature che, spesso, sfuggono a chi non le vive in prima persona.
Ho, inoltre, organizzato un momento laboratoriale, mostrando gli strumenti che utilizzo quotidianamente, come la Tavoletta Braille per scrivere, la Barra Braille, lo screen reader JAWS e il bastone bianco per la mobilità. I ragazzi hanno avuto anche l’occasione di provare a scrivere il loro nome in Braille con la tavoletta e osservare la barra Braille e JAWS in azione.
Ciò che mi ha colpita di questa esperienza è stata la partecipazione. Molti ragazzi mi hanno fatto diverse domande, alcune tecniche, altre più personali, tutte però erano accomunate da un sincero interesse, non era semplice curiosità: era attenzione, rispetto e volontà di comprendere un nuovo modo di percepire il mondo.

Vi invito come sempre a condividere quest’altra esperienza e …al prossimo articolo!

A.C., 4A SCU.


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