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La filosofia dei social media: come cambia l'identità personale?


Negli ultimi anni i social media sono diventati uno degli strumenti più influenti nella vita quotidiana. Molte piattaforme, come Tik Tok o Instagram, sono spazi sempre più presenti nella nostra quotidianità.

Dal punto di vista filosofico, questo fenomeno solleva una domanda fondamentale: i social media cambiano il modo in cui comprendiamo noi stessi?

L’identità è sempre stata un qualcosa di collegato a esperienze, relazioni e riflessioni interiori; nonostante questo con i social media l’identità sembra assumere una dimensione “performativa” e di apparenza.

Nei social network ognuno di noi costruisce una versione di sé attraverso immagini, commenti, video e condivisioni. Questa rappresentazione non è necessariamente falsa ma viene curata e selezionata, per questo l’identità online diventa simile alla narrazione di una semplice storia. La stessa identità non è più solo qualcosa che possediamo interiormente, ma qualcosa che viene anche costruito attraverso lo sguardo degli altri, e da un lato anche condizionato attraverso like e commenti.

Dal punto di vista filosofico, questo fenomeno può essere interpretato come una trasformazione del rapporto tra individuo e società: in passato l’identità era formata tramite esperienza diretta, oggi una buona parte nasce dall’apparato digitale.

Questo processo porta anche dei rischi, come la ricerca costante di approvazione, l’invidia, e il sentirsi semplicemente diversi. Queste sono tutte situazioni che potrebbero portare l’individuo a costruire un’identità idealizzata e irreale.

La “filosofia dei social media”, quindi, non deve limitarsi a criticare questi strumenti, ma deve cercare di comprendere come essi stiano trasformando il modo in cui gli esseri umani pensano se stessi, in un mondo che corre velocemente e che diventa sempre più tecnologico chiederci chi siamo, non riguarda più unicamente la nostra identità, ma anche il modo in cui esistiamo e viviamo la nostra quotidianità.

G. C., 5CSCU


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