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Rebranding nella musica moderna

Sul piano contemporaneo, molti artisti stanno cercando di reinventare le loro immagini per offrire al pubblico uno spettacolo singolare che gli permetta di distaccarsi dalle altre figure pop a cui siamo abituati. Il rebranding è un fenomeno estremamente attuale, cantanti come Sabrina Carpenter, RAYE e Zara Larson sono state in grado di rivoluzionare i loro look, questo, ha permesso loro di interfacciarsi con un pubblico maggiore e creare un proprio personaggio.

SABRINA CARPENTER: DA DISNEY CHANNEL AI TOUR MONDIALI

Sabrina Carpenter è forse uno dei casi più rilevanti di trasformazione stilistica. Apparsa per la prima volta su Disney Channel ha iniziato la sua carriera musicale con l’album Eyes wide open ma con il singolo Thumbs è diventata una vera e propria teen star conosciuta a livello globale. Dopo questo momento però, perde gradualmente visibilità e non si sentono sue notizie per alcuni anni. Il punto di svolta arriva nel 2024 dove propone uno stile e dei testi tutti nuovi con il suo album e tour Short n’ Sweet. Visivamente possiamo notare come i suoi abiti si avvicinino molto ad una bambola anni ’60, vestiti corti pastello accompagnati da acconciature voluminose biondo platino. Il contrasto nasce appunto da questo suo stile così caratteristico e quasi “da bambina” abbinato a dei testi divertenti, taglienti ed espliciti. Nel suo nuovo album uscito nel 2025 chiamato Man’s Best Friend accentua ancora di più il personaggio che ha costruito con canzoni simpatiche e fortemente autoironiche, soprattutto quando si riferisce a sue storie passate finite male. È un’artista che non produce le solite canzoni d’amore, anzi tutto il contrario, riesce ad esprimere sensazioni comuni a molte ragazze riuscendo ad entrare nei loro cuori e anche nelle loro playlist.

 

RAYE: LA CANTANTE SCONOSCIUTA PIU FAMOSA

Il rebranding di RAYE è il risultato di un lungo percorso. La sua carriera inizia nel 2015 ma diventa conosciuta solo nel 2016 grazie alla canzone You Don’t Know Me in collaborazione con Jax Jonas. Raggiunge però un momento di fama per Escapism., singolo andato virale sui social nel 2022, dopo questo periodo in cui i suoi testi sono profondamenti autobiografici, segna l’inizio di una nuova fase: usa il pop come suo spazio di riflessione per esprimersi. Ad un certo punto cambia radicalmente e abbondona questa strada scegliendo un ritmo sui toni del jazz. Nel 2025 ritorna sulle scene con WHERE IS MY HUSBAND!, il suo stile è come un ritorno al passato, costruisce un’immagine più teatrale e matura, il jazz diventa uno strumento per affrontare tematiche sociali e crea un distacco definitivo dal pop industriale di cui anche lei era parte.

 

ZARA LARSSON: RITORNA IL 2016

Sempre più giovani considerano il 2026 come il nuovo 2016 e forse uno dei motivi è l’inaspettato ritorno della cantante Zara Larsson. Il suo rebranding, infatti, è passato attraverso Tiktok quando nel 2024 ha spopolato il trend del delfino con sottofondo la canzone Symphony. Zara ha saputo sfruttare questa visibilità e ha deciso di ispirarsi al meme di Tiktok per creare una nuova versione di lei, più colorata, simpatica e nostalgica. Il suo look ha decretato la fine del “clean girl” make-up, con il suo trucco marcato e audace si è distinta dalle altre cantanti e dalla vecchia versione di sé. A completare il rebranding c’è stata la creazione della coreografia del balletto di Lush Life, celebre brano dal ritmo estivo che ha trovato un enorme successo sui social. Oggi Zara Larsson si presenta come un’artista che unisce le canzoni del suo passato ad uno stile attuale, grazie all’album So Good è diventata famosa e adesso è tornata unendolo al suo album Midnight Sun.


CONCLUSIONE

Nel pop contemporaneo l’identità non è più fissa, ma flessibile Sabrina Carpenter usa l’estetica per creare contrasti tra immagini e contenuti, RAYE trasforma lo stile musicale in una presa di posizione contro l’industria e Zara Larsson si reinventa per farsi conoscere dalle nuove generazioni. Tre strategie diverse che dimostrano come oggi il rebranding non serva a “ricominciare da zero”, ma a rivendicare una nuova autorità narrativa su sé stesse.

A. C.

2B Classico

 

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