Anime in cerca di felicità, anime sole, anime in relazione, anime con sfumature uniche e personali, ma infondo, tutte anime fragili. È l'incisiva immagine, perfettamente descritta, dal professor Matteo Saudino, insegnante di filosofia e divulgatore, che è riuscito a raccogliere nel suo nuovo libro il riflesso di un'interiorità spesso tralasciata.
L’autore di BarbaSophia, è stato accolto nell'aula Magna Casalegno lo scorso 11 dicembre, ha così incontrato gli studenti del Liceo Balbo offrendo a ciascuno la possibilità di aprire le porte a grandi interrogativi, concentrate nel suo recente libro: “Anime fragili: un viaggio con Platone e Aristotele tra le vulnerabilità del nostro tempo”. Il professor Saudino, grazie al suo distintivo carisma, è riuscito a coinvolgere l’intera aula raccontando la sua storia e instaurando un autentico dialogo con i ragazzi.
Il professore, sottolineando l’importanza della curiosità, ma soprattutto dell’essere sperimentatori dinanzi all’insegnamento, ha raccontato come tutto il progetto in realtà sia nato per caso. In quella che lui stesso ha definito “la preistoria digitale”, nel 2015 Saudino ha infatti iniziato a caricare videolezioni per i suoi ragazzi sui social. Così video dopo video il suo canale ha raggiunto studenti, professori, e soprattutto tutti coloro che, affascinati dalla Filosofia, si sono appassionati a questo mondo, complicato, talvolta difficile da sviscerare, ma molto importante da affrontare, in quanto, in parte, rappresenta la strada giusta verso la consapevolezza. Così è nata l'esigenza di scrivere “Anime fragili”, un vero e proprio “manuale” che analizza pagina dopo pagina come affrontare la vita e le sue fragilità, partendo da Platone ed Aristotele.
I due celebri pensatori, pilastri della filosofia occidentale, rappresentano la struttura fondante di tutta la disciplina stessa. Sono infatti le prime grandi menti a delineare la complessità del mondo che ci circonda, e così, attraverso il loro pensiero, possono guidare le nostre anime, anime disperse, anime smarrite, anime senza un fine.
Il professor Saudino arriva così al cuore del tema: le fragilità contemporanee sono amplificate dall’assenza di un futuro. Viviamo un presente così proiettato verso il futuro, da perderci alla ricerca di quest'ultimo. Dimentichiamo l’importanza di fermarci, riflettere ed interrogarsi su queste fragilità, parte viva di noi stessi, parte da mettere in discussione.
L’autore ha così parlato di solitudine, si è concentrato sull’importanza delle relazioni umane, unica soluzione verso la sopravvivenza della pubblica collettività. Siamo, tristemente, sempre più spesso circondati da cinismo: l’uno gode dei problemi dell’altro, facendo vincere la forza, oggi più che mai unico metro di potere. Saudino ha così ricordato l’importanza di affrontare queste fragilità apertamente, riappropriandosi di quel naturale spirito critico che l’umano sembra aver perso. Siamo noi stessi ad avere la scelta, noi a dover assumerci la responsabilità di questa ricerca. Senza rendercene conto ci stiamo arrendendo davanti al tempo, tiranno, che vorace mangia vite e sogni, e davanti ai più forti, convinti di avere l’autorità per vincere con la violenza.
E’ così in questo apice di smarrimento che la mente formata trova il coraggio di reagire.
L.B., 2A CLA.


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