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La potevo fare pure io questa opera… e invece no, perché non ci hai pensato

  La potevo fare pure io questa opera… e invece no, perché non ci hai pensato Capita spesso, osservando un’opera d’arte contemporanea, di provare un senso di perplessità. Davanti a una tela monocroma, a un oggetto comune esposto in un museo o a una composizione apparentemente semplice, nasce spontanea una frase che molti di noi hanno pronunciato almeno una volta: “La potevo fare pure io quest'opera!” Eppure, all’arrivo della risposta ironica ma verissima “E invece non è affatto così, perché non ci hai pensato”, l’intera questione cambia prospettiva. Questo semplice scambio racchiude il cuore stesso dell’arte contemporanea: non è importante solo la realizzazione materiale, ma soprattutto l’idea che la genera. L’arte di oggi si differenzia radicalmente da quella del passato. Se un tempo l’artista veniva apprezzato per la sua abilità tecnica — per la capacità di riprodurre la realtà con precisione, di scolpire il marmo o di padroneggiare la prospettiva — la contemporaneità mette a...

Eterno van Gogh

Chi non ha mai sentito parlare di van Gogh? L’artista olandese, famoso per i suoi girasoli e paesaggi, durante tutta la sua vita ha portato sulle spalle il peso di essere incompreso e non apprezzato (soprattutto commercialmente). Solo dopo la sua morte ebbe inizio il vero successo, oggi più inarrestabile che mai: quotazioni stellari nelle aste, mostre ed experience sold-out; il museo a lui dedicato ad Amsterdam stacca ogni anno centinaia di migliaia di biglietti; e in tutto il mondo un ricco merchandising usa i suoi quadri su maglie, tazze, calzini, biro...  Eppure pochi sanno ciò che si cela dietro ad uno dei più grandi geni della pittura. Ha provato a raccontarcelo un altro artista, Julian Schnabel, regista di “Van Gogh - Sulla soglia dell’eternità”, pellicola del 2018 in cui Willem Dafoe veste i panni del protagonista. Il film Non bisogna essere intenditori d'arte o grandi appassionati per la visione di questo film. Tutto ciò che serve è un pizzico di immedesimazione e di empati...

Sul fumetto... a volo d'Uccello

Paolo di Dono, detto Paolo Uccello, nacque nel 1397 circa, probabilmente a Firenze ed era figlio di Dono di Paolo, un barbiere di Pratovecchio, in Garfagnana, che nel 1387 aveva sposato Antonia di Giovanni di Castello del Beccuto.  È  bene sapere come Paolo Uccello nutrisse un forte interesse per l’ornitologia. Non a caso, come racconta Vasari, per lui fu coniato l'appellativo di "Uccello". L'artista fu celebrato fin dalle fonti più antiche come virtuoso della prospettiva, che però fu solo uno dei mezzi con i quali creò la sua rappresentazione del mondo, in bilico tra eccezione e regola, disordine e ordine. Pittore della generazione di Masaccio e di Brunelleschi, Paolo Uccello è considerato il predecessore di uno dei massimi maestri italiani, Piero della Francesca.  Inoltre è stato un grande innovatore, tant'è vero che abbiamo voluto prendere spunto da lui per trattare delle analogie tra la pittura antica e il fumetto: quest'ultimo, infatti, si basa su una suc...