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Keep Calm… and vieni al serale

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  S tanchi della solita monotonia? Superati i traumi da vacanze terminate? Lunedì 13 alle h. 18 in via Oliviero Capello 3 riapre il Liceo delle scienze umane serale. Se avessi bisogno di ulteriori informazioni prima di iscriverti, i giorni 16 e17 settembre 2021 alle h. 17.30 ci saranno i docenti del serale per chiarire ogni ulteriore dubbio o perplessità. Rimane la possibilità di contattare la referente responsabile del corso Prof. Chiara Dezzana al numero 338 397 3291, mandare una mail all’indirizzo di posta chiara.dezzana@istitutobalbo.edu.it , consultare il sito https://www.istitutobalbo.edu.it/ nell’apposita sezione dedicata al corso serale e seguire le nostre pagine Facebook ( https://www.facebook.com/giovanni.giannone.169 o https://www.facebook.com/blablabalbo ) o il nostro blog Blablabalbo ( https://blablabalbo.blogspot.com/ ) rubrica Ed è subito serale. Quest’anno viene anche data la possibilità di seguire alcune lezioni come uditore e poi decidere se iscriversi o meno. Quind

Stiamo tornando...

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Immagine tratta da:https://pixabay.com/it/photos/lancio-di-razzi-spaziox-decollo-693192/   Anche quest'anno la nostra redazione si sta preparando per fornirvi informazioni e quanto di utile possiamo offrirvi in ambito di comunicazione. Già da un anno il Ministero chiede alle scuole di perseguire e di fornire una buona preparazione di educazione civica, su temi che sono essenziali per la nostra vita. Le nostre rubriche si occuperanno quindi di patrimonio culturale, educazione al diritto, alla legalità e alla costituzione, di agenda 2030 e di educazione ambientale, di salute e benessere e di cittadinanza digitale... Insomma la nostra tradizione con le rubriche hanno fatto la storia del nostro blog e le innovazioni delle ultime direttive in ambito di educazione. Quindi... stay tuned e continuate a seguirci e a visualizzare le nostre pagine.  A prestissimo, we are coming back, we are a rocket now! La Direzione

Lettera al virus

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Caro virus, prima che arrivassi tu era tutto diverso. Ho una vaga memoria della mia vita prima del Covid, tanto che a volte mi sembra sia uguale a quella che vivo adesso. Prima che arrivassi tu però mi ricordo che era tutto diverso; i treni e i bus erano pieni di gente tanto da non trovare nemmeno un posto libero, gli stadi erano pieni di tifosi che incoraggiavano la loro squadra del cuore o piena di gente lì pronta per ascoltare il loro cantante preferito, i corridoi all’intervallo erano pieni di alunni che ridevano e scherzavano tra di loro, insomma tutto completamente diverso da quello che stiamo vivendo ora. Adesso è passato poco più di un anno da quando sei entrato a far parte delle nostre vite, da un anno a questa parte tutto è diventato una monotonia e nessuno riesce più a vivere la propria vita come faceva prima.  Io  ti volevo solamente ringraziare. Sembrerà strana come cosa però è così, ci hai tolto veramente tanto tempo in cui potevamo vivere i momenti migliori della nostra

LETTERA AL VIRUS

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C aro Virus… So che dopo la litigata con il mondo intero non ti aspetterai queste parole ma… grazie e scusa. Grazie perchè da qualche anno ormai sei entrato nelle scuole e ci hai insegnato a  rispettare le regole, sei entrato nella stanzetta dei più piccoli e hai dato loro l’ispirazione per tanti disegni, sei entrato nei giardini di case e li hai riempiti di persone e fiori, sei entrato nelle case degli anziani e sei riuscito a farli capire come si usa un mezzo tecnologico per poter vedere i familiari. Grazie, per averci fatto capire quanto sia importante l’aria che respiriamo, lo spazio in cui stiamo e la bellezza di ambienti e luoghi che prima non conoscevamo neanche o che semplicemente davamo per scontati. E scusa… scusa  perché ti abbiamo incolpato di cose non vere, come se tutti fossimo tutti  alleati contro di te per sconfiggerti, per sconfiggere un nemico comune, quando in realtà è colpa nostra, siamo noi i veri cattivi, i veri nemici di noi stessi che creano armi letali come te

LETTERA AL VIRUS

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C aro Coronavirus, ormai è un anno che sei entrato nella mia vita. Non ho la minima idea di quale sia il tuo piano e cosa tu abbia in serbo per tutti noi; ma di una cosa ne sono sicura, rivoglio la mia normalità, senza restrizioni aggiunte e senza mille regole da seguire. Vuoi sapere cosa mi manca? Mi mancano i miei amici, mi manca passare del tempo con loro, non c’è più l’abitudine di passare le notti a parlare e a ridere come matti; rivoglio le uscite all’ultimo minuto, le giornate passate insieme alle amiche a fare shopping e poi concluderle con un bel pigiama party composto, principalmente, da pazzie e balli scatenati, passando le notti in bianco per vedere l’alba il mattino successivo. Mi mancano le serate in discoteca, ma ancora di più mi manca la preparazione, che consisteva nel trucco e parrucco, per poi essere perennemente in ritardo. I segreti e i pettegolezzi, sono quelli che mancano di più. Ora purtroppo, l’unico contatto che si ha con gli amici, è attraverso un dispositivo

SE IO FOSSI IL VIRUS

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Non capisco perché tutti mi odino. Uno sfortunatello pari a me non dovrebbe avere modo di attirare tanto odio. Stamani, ad esempio, mi son svegliato schiacciato da una cosa che, gli umani, chiamano tampone. Io li chiamo rilevatori. Come si può intuire dal nome, questo strumento è addetto al rintracciamento di me ed i miei fratelli e, dopo ciò, solitamente sussistono cure mediche o mettono me ed il mio ospite in loculi, rimanendo in questo concetto umano chiamato "quarantena". Cosa credono queste scimmie poco più cresciute, che la vita da virus sua facile?! Quando noi ci infiltriamo in un organismo, arrivando al fine ultimo della nostra esistenza, ci moltiplichiamo in modo tale da poter poi far fare ai nostri figli attacchi suicidi, cercando un el Dorado che è il un organismo, cosicché la nostra specie possa continuare, regalando un futuro prospero ai posteri. A tutti noi aspetta un infame sorte e, ovviamente, in questo marasma di devono mettere lo zampino pure gli umani! Chis

LETTERA AL VIRUS

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Caro Covid, è ormai passato un anno dal tuo arrivo tra di noi. Quando sei arrivato tutti eravamo increduli e impreparati, nessuno poteva prevedere quanto avresti cambiato le nostre vite. All’inizio, poiché per noi eri un completo sconosciuto, eravamo molto spaventati; ci siamo barricati nelle nostre case per non incontrarti e abbiamo evitato qualunque contatto con amici e parenti. Abbiamo sperato che te ne andassi presto. Purtroppo adesso abbiamo capito che non ci abbandonerai e ci siamo un po’ di più abituati a convivere con te. Questa convivenza è molto difficile: dobbiamo rinunciare agli amici, alla scuola, a tutti gli svaghi che avevamo, andare al cinema, fare sport o mangiare una pizza in compagnia. Adesso ci siamo attrezzati con l’arma dei  vaccini e speriamo che basti a sconfiggerti perché siamo sfiniti e vorremmo tanto riavere libertà.  Quest’anno abbiamo compreso come sono importanti i gesti di solidarietà verso gli altri, infatti ne abbiamo riscontrati molti: ci sono state ra