Passa ai contenuti principali

Allenarsi al riposo

Quando pratichiamo sport, dedichiamo a questa attività un sacco di tempo, impegno ed energie. Adattiamo la nostra vita quotidiana in modo tale da poterci allenare il più possibile, prestiamo attenzione alla nostra alimentazione in rapporto alle ore di allenamento e al dispendio calorico, cerchiamo di dare sempre di più per raggiungere i nostri obiettivi, eppure spesso dimentichiamo di concentrarci su un fattore che invece è fondamentale: il riposo.

Nella mentalità di un atleta il più delle volte il riposo viene dimenticato proprio perché il pensiero fisso è il miglioramento, e questo è associato nella nostra testa alla media di ore di allenamento ma mai a quelle che noi concediamo al nostro corpo e a noi stessi per riprendersi. Numerosi studi provano che il riposo aiuta a prevenire infortuni, rafforzare i muscoli e garantire migliori performance fisiche. Concedere una pausa al proprio corpo diventa ancora più fondamentale quando si sono verificati infortuni. Purtroppo molto spesso sportivi infortunati per poter gareggiare comunque decidono di nascondere il proprio dolore, a volte persino sotto consiglio di un allenatore sbagliato. Pensiamo per esempio a  Robert Griffin III, grande giocatore di football che nel 2013 durante i playoff di Wild Card NFC crollò a terra a causa del peggioramento di un infortunio dovuto ad un ritorno in campo anticipato, che gli è costato un intervento chirurgico e un condizionamento della sua carriera; il giocatore ha dichiarato di considerare il ritorno in campo anticipato il suo più grande rimpianto professionale. Anche se non tutte le situazioni portano a conseguenze così drastiche, dobbiamo includere nella nostra idea di sport anche il riposo, per tutelare noi stessi, il nostro corpo, e poter vivere lo sport al massimo delle nostre potenzialità ed energie.

A. A.

2B Classico

 

 

Commenti

Post popolari in questo blog

“Dica pur chi mal dir vuole. Noi faremo e voi direte”. Canzone delle Cicale

Immagine tratta dal sito: https://pixabay.com/it/vectors/cricket-insetto-cavalletta-pest-47470/ Le fanciulle:  Donne, siam, come vedete,  giovanette vaghe e liete.  Noi ci andiam dando diletto,  come s’usa il carnasciale:  l’altrui bene hanno in dispetto  gl’invidiosi e le cicale;  poi si sfogon col dir male  le cicale che vedete.  Noi siam pure sventurate!  le cicale in preda ci hanno,  che non canton sol la state,  anzi duron tutto l’anno;  a color che peggio fanno,  sempre dir peggio udirete.   Le cicale:  Quel ch’è la Natura nostra,  donne belle, facciam noi;  ma spesso è la colpa vostra,  quando lo ridite voi;  vuolsi far le cose, e poi ...  saperle tener secrete.  Chi fa presto, può fuggire  il pericol del parlare.  Che vi giova un far morire,  sol per farlo assai stentare?  Se v’offende il cicalare,  fate, mentre che potete.  ...

BISOGNA COLTIVARE IL NOSTRO GIARDINO” Candido, Voltaire

Immagine tratta dal sito: https://pixabay.com/it/photos/zen-giardino-meditazione-monaco-2040340/ Questa citazione un po' enigmatica, è tratta dal libro molto celebre di Voltaire e riguarda un tema che ancora oggi suscita in noi tante domande: le stesse alle quali Candido, il protagonista, si era trovato a rispondere... nel romanzo vengono contrapposte le idee di due personaggi che simboleggiano  l' eterno scontro tra bene e male: Pangloss, il primo personaggio, aveva un'idea completamente ottimistica del mondo e delle persone, la quale è raccontata in chiave satirica dallo scrittore, in quanto al personaggio che professa questa dottrina e a tutti gli altri, capitano atroci disavventure e catastrofi naturali. L'asserto è così astratto e utopico, da non poter combaciare con il mondo reale e il male che vi è insediato. Questo concetto è ripreso dal manicheo (pessimista) Martin che, contrariamente a Pangloss, pensa che il mondo sia dominato interamente dal male, sia fisico...

Zoochosis: un'analisi del nuovo fenomeno

Il fenomeno chiamato “Zoochosis” può essere ritenuto come una delle cause del crescente disagio psicologico degli adolescenti? Ultimamente circola l’ipotesi che gli esseri umani stiano vivendo l’espansione di un’epidemia sociale chiamata zoochosis , la stessa che vivono anche gli animali quando si trovano a vivere in cattività. L’intera specie umana sta, molto probabilmente, cercando di convivere con questa situazione e ne sta soffrendo. Quando andiamo negli zoo ci potrebbe capitare di notare il malcontento di vari animali: tristi per essere rinchiusi in gabbie, provati, arrabbiati per essere stati privati della loro libertà. Non sono abituati a vivere in ambienti “artificiali”, magari circondati da teche di vetro, e noi esseri umani li obblighiamo a farlo per il nostro divertimento. Allo stesso modo, noi stessi esseri umani, essendo animali, tendiamo a vivere sempre più lontani dalla natura, e questo ci fa sentire gradualmente più spaesati perché questa connessione tende a mancarci. M...